Da giorni si discute sulla possibilità di imporre ai club italiani di schierare almeno quattro giocatori italiani in campo: è possibile cambiare le regole in Serie A? In Italia c’è già una norma simile
“Non mi interessano le dimissioni ma dico una cosa detta in tempi non sospetti e cioè che si facciano dei profondi cambiamenti e che ogni squadra debba schierare almeno quattro italiani per tutti i minuti della partita”. La proposta del presidente del Senato Ignazio La Russa, all’indomani dell’eliminazione degli azzurri da parte della Bosnia, ha fatto discutere ed ha provocato divisioni e dibattiti tra tifosi e addetti ai lavori.
Molte le condivisioni. Su tutte quelle del ministro dello Sport Andrea Abodi: “Sì, la penso un po’ come La Russa“, che ha però ribadito come il Governo non sia nelle condizioni di poter imporre leggi di questo tipo: “Più che una norma, deve essere una regola condivisa dal sistema calcistico: non possiamo imporla. Penso che sia una questione che possa essere discussa anche con l’Unione Europea: non ci possono essere vincoli, ma se la poniamo sul piano delle opportunità da offrire ai calciatori italiani, soprattutto ai più giovani, magari anche con qualche incentivo economico, credo se ne possa parlare e codificare rapidamente”, ha ribadito Abodi.
Difficile pensare ad una regola che possa imporre ai club di schierare quattro italiani. Anche perchè, dopo la Legge Bosman del 1995 è stato stabilito che non possono esistere limitazioni al numero di giocatori comunitari in una squadra; conseguentemente non esiste nessun obbligo per un club di schierare giocatori di una determinata nazionalità. Qualora in Italia venissero ufficializzati i quattro italiani in campo, una Legge simile verrebbe considerata discriminatoria verso gli altri cittadini Ue.
Come si potrebbe ovviare quindi a queste difficoltà? Sarà mai possibile imporre ai club italiani di utilizzare obbligatoriamente più giocatori nati nel nostro Paese? In Italia c’è già chi ha deciso di affrontare questo problema e dare più spazio ai giocatori italiani. Si tratta della Pallavolo. Uno degli sport che ha fatto registrati i risultati migliori a livello nazionale: sia in ambito maschile, che femminile. Secondo la guida Pratica della Fipav “A partire dalla stagione sportiva 2025/2026″ nelle gare del massimo campionato è obbligatoria la presenza in campo di “Almeno 3 italiani sempre in campo su 7 (sestetto + Libero); Nelle gare della A2 maschile invece: “Almeno 5 italiani sempre in campo su 7 (sestetto + Libero); In A3 Maschile: “Almeno 6 italiani sempre in campo su 7 (sestetto + Libero”). La Federazione specifica che per “atleti italiani si intendono solo ed esclusivamente gli atleti eleggibili per la nazionale italiana”.
La Pallavolo ha quindi affrontato e risolto il problema, non negando ai club la possibilità di tesserare diversi stranieri, ma dando maggior spazio ai giocatori che possono essere utilizzati dalla Nazionale maggiore. Il calcio arriverà mai a prendere una decisione simile? Il prossimo presidente della Figc riuscirà a partorire una norma che porti al maggior coinvolgimento dei calciatori nostrani? Magari attraverso lo studio di agevolazioni per i club che li schiereranno? Basterà attendere il prossimo 22 giugno.
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