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Riforme, regole e investimenti: ecco come Francia e Germania hanno risposto ai fallimenti delle nazionali. E l’Italia?

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Paolo Colantoni

Ecco come Francia e Germania hanno reagito alle debacle delle nazionali. Centri Federali, investimenti e idee: e l’Italia che farà?

Un altro fallimento…l’ennesimo. Dopo aver saltato i Mondiali del 2018, a causa del ko nel doppio confronto con la Svezia, e quelli del 2022, dopo la sconfitta casalinga con la Macedonia del Nord, l’Italia perde anche la possibilità di prendere parte ai Campionati del Mondo del 2026. La sconfitta arrivata ai calci di rigore per mano della Bosnia, certifica la crisi del mondo del pallone nostrano e ribadisce le enormi difficoltà che il panorama calcistico nazionale continua ad evidenziare.

Riforme, regole e investimenti: ecco come Francia e Germania hanno risposto ai fallimenti delle nazionali. E l’Italia? – controcalcio.com – Ansa Foto

Anche e soprattutto alla luce delle poche, o inesistenti riforme studiate in questi anni per provare ad uscire dalla crisi. “Cosa è stato fatto materialmente per risolvere il problema in questi dodici anni?”. “Quali riforme sono state studiate per permettere al calcio italiano di uscire dal buco nero nel quale si è drammaticamente infilato?”. “Al di là della semplice sostituzione dei tecnici che si sono alternati sulla panchina azzurra, quali altre mosse sono state studiate?”.

Dalla fine di Bosnia-Italia, queste domande riecheggiano nella testa degli sportivi e degli addetti ai lavori. La risposta, purtroppo, sembra scontata: la politica sportiva italiana non è stata in grado di partorire nessuna riforma in grado di risolvere la situazione. Nessuna novità all’orizzonte; nessuna nuova idea in grado di risollevare il calcio italiano. L’Italia sembra aver snobbato il problema. Le eliminazioni premature e le mancate partecipazioni ai Mondiali, non hanno scalfito le convinzioni dei nostri dirigenti federali, che non hanno ritenuto necessario cambiare la situazioni.

Al contrario di quanto fatto dai dirigenti sportivi delle altre Federazioni. Come si sono comportati i dirigenti Federali di Germania e Francia dopo le delusioni delle rispettive nazionali in passato? Quali decisioni hanno preso? Si sono limitati a sostituire i commissari tecnici in panchina, o sono stati protagonisti di rivoluzioni ben più strutturate? La risposta è sotto gli occhi di tutti ed evidenzia in maniera ancora più forte l’immobilismo dei nostri dirigenti e la sottovalutazione del problema.

Cosa è stato fatto in Francia e Germania dopo le delusioni?

In Francia hanno vissuto anni particolarmente difficili tra il 1988 e il 1994: i transalpini saltarono un Mondiale e un Europeo; in quello successivo vennero esclusi al primo turno. Venne immediatamente inaugurato  il Centro tecnico federale di Clairefontaine, voluto dal presidente Sastre e gestito direttamente dalla Federazione, che ha permesso ai migliori giovani tra i 13 e i 15 anni, residenti a PArigi e dintorni, di allenarsi sulla tecnica, la tattica e il miglioramento delle basi atletiche. Nei due anni successivi sono sbocciati i talenti di Henry, Gallas, Anelka, Saha, Diaby, Matuidi, e di recente un certo Kylian Mbappé. Sono stati poi investiti altri trenta milioni di euro per la realizzazione di altri centri federali, che hanno portato alla formazione di giocatori che, nel 20% dei casi, sono arrivati a giocare in Ligue 1.

Cosa è stato fatto in Francia e Germania dopo le delusioni? – controcalcio.com

Anche in Germania hanno vissuto una situazione simile: nel 2000 la nazionale venne eliminata agli Europei nel primo turno; la risposta fu uno stravolgimento dei settori giovanili. La Dfb, la Federcalcio tedesca, obbligò le società di Bundesliga e Bundesliga 2 a dotarsi di una squadra in tutte le categorie a partire dagli under 12, pena la revoca della licenza. E dall’under 16 in poi in ogni rosa dovevano esserci almeno 12 potenziali nazionali. ricopiando quanto fatto in Francia, venne organizzata una rete capillare di centri federali (oltre trecento), destinati ai ragazzini dagli undici ai quindici anni. Sono aumentati gli investimenti sul settore tecnico con diverse assunzioni di istruttori federali che si sono occupati dell’istruzione scolastica dei ragazzi . E l’Italia come si muoverà?

Paolo Colantoni

Amo scrivere, raccontare e leggere. Adoro i film, le serie poliziesche e la musica. Ho cantato con Michael Jackson (ho le prove) e collaborato con testate nazionali (Libero, Corriere dello Sport, Tuttosport e Radio 101), regionali (Rsa, Radio Incontro Olympia, Teleroma 56), siti e riviste. Enzo Biagi diceva che il giornalista è un “testimone dei fatti”. Noi proviamo ad esserlo della realtà di oggi.

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