Le due assurdità di questi playoff mondiali: una in caso di vittoria e una in caso di sconfitta

Una semifinale che vale tutto e un regolamento che lascia dubbi. Stasera l’Italia si gioca molto più di una partita.

Stasera si gioca a Bergamo e non serve girarci intorno: Italia-Irlanda del Nord vale già un pezzo di Mondiale. È una semifinale secca, senza ritorno, senza appello. Dentro ci sono due anni di attese, errori da non ripetere e una pressione che ormai accompagna ogni partita azzurra di questo tipo. Nei playoff, alla fine, la regola è sempre la stessa: chi sbaglia esce.

Gennaro Gattuso con Buffon e Gravina
Ancora più assurdo: se perdi giochi con l’altra sconfitta: ma perché? (AnsaFoto) – controcalcio.com

Il punto è che attorno a questa partita, già pesante di suo, gira un regolamento che aggiunge un paio di elementi difficili da digerire. Non cambiano la sostanza, ma cambiano la percezione. Perché se il campo decide tutto, il contorno dovrebbe almeno avere una logica lineare. E invece no.

Partiamo dallo scenario che interessa davvero. Se l’Italia batte l’Irlanda del Nord, si qualifica per la finale del percorso contro la vincente di Galles-Bosnia. Fin qui tutto normale. Il problema è che quella finale si giocherà in trasferta, a prescindere da chi sarà l’avversario. Trasferta già scritta, senza possibilità di cambiarla.

Non è una questione di ranking, né di percorso migliore. È stato deciso prima, con un sorteggio che ha stabilito quale semifinale avrebbe espresso la squadra di casa e quale quella in trasferta. All’Italia è toccato il lato scomodo del tabellone. Punto.

Ora, il calcio accetta anche il caso. Ma qui la domanda resta sospesa: perché una finale così delicata deve dipendere da un dettaglio casuale e non da ciò che le squadre fanno sul campo? Il merito non basta, almeno in questo caso. E per una Nazionale che si gioca tutto in novanta minuti, non è esattamente un dettaglio.

Ancora più assurdo: se perdi giochi con l’altra sconfitta: ma perché?

L’altra stranezza è ancora più difficile da spiegare. Se l’Italia perde stasera, non chiude qui la sua parentesi. Martedì 31 marzo torna comunque in campo contro la perdente di Galles-Bosnia. Non per rientrare in corsa, non per un ripescaggio, ma per un’amichevole prevista dal calendario del percorso.

Gennaro Gattuso con Buffon e Gravina
Ancora più assurdo: se perdi giochi con l’altra sconfitta: ma perché? (AnsaFoto) – controcalcio.com

Una partita senza obiettivi reali, senza punti e senza una vera motivazione sportiva. Una sorta di appendice che serve solo a completare il tabellone. Un’amichevole obbligata, in pratica.

Il precedente è fresco e non piace a nessuno. Nel 2022, dopo l’eliminazione con la Macedonia del Nord, l’Italia giocò contro la Turchia in una gara che sembrava fuori contesto. Stesso copione, stessa sensazione: si passa in pochi giorni dalla tensione massima alla partita che non sposta nulla.

Ed è proprio questo il punto. Nei playoff si dovrebbe concentrare tutto in un obiettivo chiaro, senza zone grigie. Invece qui si crea una seconda partita che è solo uno stupido riempitivo, difficile da spiegare anche ai tifosi.

Per questo la sfida di stasera pesa ancora di più. Non solo perché porta a una finale da giocare, ma perché evita un passaggio inutile, quasi fuori luogo. Insomma: vincere, senza se e senza ma. Anche per evitare di ritrovarsi intrappolati nei regolamenti cervellotici dei padroni del vapore.