La concentrazione è totale verso la qualificazione in Champions League e subito dopo ci sarà una vera rivoluzione tecnica e non solo
Chi ci capisce qualcosa al Milan, è bravo. Quello che sta accadendo da ormai quattro anni in casa rossonera se non sembra una barzelletta, poco ci manca. Una società che sembra lontana parente di quella che vinceva e dominava in Europa e che aveva nell’organizzazione societaria il suo fiore all’occhiello. Ora ogni anno non fa che essere un caos. Tecnico e non solo.
L’avvento di Cardinale come prima affiancamento della Elliott e poi come principale azionista con Redbird sembrava presagire qualcosa di buono e anche avveniristico, ma non è stato affatto così. E qualcosa si poteva ampiamente intuire con l’allontanamento di Paolo Maldini, non solo bandiera storica e iconica del club, ma anche come dirigente ha saputo dimostrare di essere non tanto all’altezza ma qualcosa di più. L’ex campione e Boban, insieme, davano la sensazione di competenza e saggezza allo stesso tempo, ma da quando non esistono più figure di questo genere, il Milan è sempre allo sbando.
Gestito comunque meglio di quelli che avevano fatto prima di chi ha preso il posto di Berlusconi, almeno da punto di vista finanziario, ma guidato in maniera pessima sul lato tecnico che poi è quello che interessa al tifoso. Una serie di dirigenti che non hanno saputo calibrare al meglio il lato finanziario e quello tecnico, con gente come Furlani che, pur non essendo un dirigente sportivo, non faceva che mettere becco su faccende che non erano di sua competenza e questo non faceva altro che degenerare la situazione, con professionisti come Tare che venivano quasi mandati allo sbaraglio. Ora per l’ennesima volta Cardinale vuole resettare tutto, come se bastasse questo per mettere ordine.
Una società che era l’immagine positiva dell’Italia calcistica all’estero adesso è diventata peggio di altre, dove sembra regnare l’anarchia a volte, tanto che la gente non ne può più e per la prima volta è stato perfino contestato un dirigente come Furlani. Cardinale ne avrebbe preso atto e da qui l’idea di cambiare nuovamente le cose. Ma basterà?
Da anni non fanno che cambiare dirigenti oppure figure che avevano un ruolo e poi un altro, si è passati dalla cacciata di Maldini per fare posto a gente come Moncada e Pioli guidati da Furlani, per poi far entrare Ibrahimovic che ha avuto il suo bel da fare per mettere d’accordo Furlani, Tare e Allegri, con lo svedese che a volte c’era e a volte no. Un miscuglio di situazioni spesso imbarazzanti. E ora si fanno nomi altisonanti come Galliani, che non ha la bacchetta magica e che non ha più Berlusconi. L’ex Ad milanista è capace, ma non opera più da tempo.
Oltre a Galliani ci sono anche altri nomi come quello il braccio destro di Cardinale, ovvero Massimo Calvelli, si è già messo in mostra in questo periodo, ma tra i candidati ci sarebbe anche un italiano fuori dal mondo Red Bird, come Giovanni Carnevali, Ad e deus ex machina del Sassuolo
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