Il tecnico della Lazio sogna di chiudere la stagione con una prestazione di livello a Bergamo nella semifinale di Coppa Italia. Ma intanto ha già preso una decisione per il futuro
Maurizio Sarri ha sciolto gli indugi. Il tecnico toscano ha preso una decisione sul suo futuro e al momento sembra piuttosto deciso a non cambiare idea. Il mister biancoceleste sta preparando la trasferta di Napoli, valevole per la trentatreesima giornata di campionato, ma nella sua testa c’è una sola gara segnata con il circoletto rosso: la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta in programma mercoledì prossimo al Gewiss Stadium: un match che può regalare ai biancocelesti, ormai fuori dal discorso europeo in campionato, ancora una speranza per salvare la stagione.

Ma il risultato di Bergamo e l’eventuale finale di Coppa Italia, non cambieranno né i giudizi, né la scelta che il tecnico toscano ha maturato in vista del prossimo anno. Sarri è legato alla Lazio da un contratto fino al giugno del 2028 e al termine della trasferta di Firenze ha ribadito che “prima di parlare con altri club io parlerò solo con la Lazio. Per rispetto e perchè ho un contratto con il club”. Ma l’intenzione del mister toscano è piuttosto chiara.
Sarri ha ormai deciso di lasciare la Lazio al termine della stagione. Dopo un anno complicato, fatto di malumori, battibecchi a distanza, dichiarazioni al veleno e incomprensioni, ha deciso di staccare il cordone ombelicale con il club. “E’ stato un anno formativo: se lo avessi fatto quindici anni fa sarebbe stato meglio. Ora non credevo di averne bisogno”, ha detto dopo la sfida con il Parma. Quando la Lazio lo chiamò, a giugno del 2025, non era a conoscenza del blocco del mercato che ha impedito al club di muoversi. “Io farò i miei nomi, i dirigenti i loro… ma tanto già so che mi ncaz**rò”, disse poco prima di essere messo a conoscenza della situazione.
Un anno di incomprensioni
Una volta assorbita la botta, il club gli confermò la fiducia, trasformò l’opzione fino al 2028 in un accordo ufficiale e promise al tecnico di seguirne le indicazioni a gennaio: ma una volta riaperto il mercato le strade tra il club e il mister si sono ulteriormente separate: Sarri chiedeva un attaccante tecnico e brevilineo, e Fabiani gli ha portato Ratkov (194 cm); aveva indicato in Guendouzi uno degli intoccabili per il presente e il futuro ed ha dovuto incassarne la cessione. Si è ritrovato in mezzo alla diatriba tra Romagnoli e Lotito, dopo averne chiesto espressamente la permanenza (“E’ quello che mi guida la difesa”).

Per tutta la stagione ha dovuto fare i conti con difficoltà che non pensava di dover affrontare; ed ha anche dovuto digerire le battute al veleno di Lotito, che nelle famose telefonate registrate (e consegnate agli inquirenti) lo accusava di non valorizzare il parco giocatori. Sarri aveva promesso ai tifosi che, qualunque cosa fosse successa, sarebbe rimasto al timone della Lazio: ed ha mantenuto la parola. Ma a giugno si guarderà intorno. La sua seconda avventura laziale è arrivata al capolinea. Sogna di lasciare la capitale con un guizzo: ma dovrà fare i conti con un’Atalanta super agguerrita.