Gennaio promette sempre svolte, ma quasi mai mantiene. Poi arriva qualcuno come Donyell Malen che cambia il ritmo e lascia un segno diverso
Ci mancava una tripletta per consacrare definitivamente Donyell Malen come crack assoluto della nostra serie A. In campionato ora sono 12 partite e ben 10 reti. Aggiungiamoci anche il gol in Europa League e ci rendiamo conto di quanto sia stato impattante l’acquisto dell’olandese a gennaio. Forse più di chiunque altro prima di lui.
Adesso alla fine della stagione mancano 6 partite e Malen ha tutto il tempo di completare l’opera, trascinando la Roma in Champions a suon di gol e battendo il record dell’acquisto di gennaio più impattante di sempre. In fondo davanti a lui ha solo altri due nomi e sono entrambi a un tiro di schioppo. Si può fare davvero, eccome se si può fare.
Il punto però è capire cosa significa davvero incidere a gennaio. Perché il mercato invernale raramente porta bomber pronti all’uso, molto più spesso sistema squadre già costruite. Gennaio aggiusta più che rivoluzionare, ed è una costante che si ripete stagione dopo stagione.
Antonio Cassano al Milan è uno degli esempi più chiari. Solo 4 gol, ma 7 assist e una squadra che improvvisamente trova qualità tra le linee, ritmo e soluzioni offensive. Un impatto totale, che va oltre il semplice numero di reti.
Lo stesso discorso vale per Goran Pandev all’Inter, inserito in un sistema già forte ma reso ancora più fluido dalla sua intelligenza tattica. Non servivano valanghe di gol, serviva equilibrio davanti. Era il 2010 e i più attenti ricorderanno com’è finita quella stagione, anche per merito del nuovo arrivato.
Edgar Davids alla Juventus ha cambiato il centrocampo prima ancora del tabellino, portando energia, aggressività e leadership. Andrea Barzagli ha sistemato una difesa che poi sarebbe diventata dominante negli anni successivi. Hidetoshi Nakata alla Roma ha inciso nei momenti pesanti e anche in quel caso fu scudetto, complice anche un gol decisivo del talento giapponese.
Questo succede di solito quando gli acquisti di gennaio incidono. Giocatori che entrano, migliorano, completano. Raramente qualcuno che prende la squadra e la trascina a suon di gol. Ed è qui che cambia tutto, perché quando succede si entra in un’altra dimensione.
Ed è proprio qui che torna Malen, perché il confronto a quel punto si restringe in modo netto. I casi davvero simili si contano e hanno nomi pesanti. In testa c’è Mario Balotelli, che al Milan nel 2013 arrivò a 12 gol in poco più di tre mesi. Subito dietro Giampaolo Pazzini, fermo a 11 con l’Inter. Numeri fuori scala, difficili da replicare.
Poi si entra nella fascia più ristretta, quella della doppia cifra. Zlatan Ibrahimovic al Milan si fermò a 10, esattamente dove oggi si trova Malen con ancora sei partite da giocare. Il margine esiste, ed è anche concreto.
Subito sotto c’è un gruppo di altissimo livello che si ferma a 9 gol. Mohamed Salah alla Fiorentina, Adriano all’Inter, Krzysztof Piatek al Milan, Alessandro Matri alla Juventus e Alexandre Pato sempre al Milan. Tutti nomi importanti, ma già fuori dalla zona più esclusiva. Ancora più giù troviamo Ronaldo al Milan e Dusan Vlahovic alla Juventus, entrambi a quota 7.
Il dato è semplice da leggere. Sopra i 10 gol si entra in una fascia rarissima, quasi irripetibile. Malen oggi è già lì dentro, con il tempo per salire ancora in cima a questa speciale classifica. Il traguardo è vicino, e sembra sempre più raggiungibile.
C'è una squadra del campionato italiano che più di tante altre sta seguendo con attenzione…
La squadra più titolata al mondio sta attraversando una crisi profonda e si prepara a…
L'ex ct della nazionale italiana si vuole rimettere subito in pista e su di lui…
L'esterno partenopeo ha deciso di andare via con il bene placito della stessa società che…
Tra fiducia da riconquistare e scelte delicate, il destino dell'attaccante resta appeso a una decisione…
Il suo rendimento è stato catastrofico per quello che si aspetta e che pretende la…