Il vento soffia dalla parte giusta, ma non basta. Quando il traguardo è vicino, è proprio lì che tutto può sfuggire. Soprattutto se Rino Gattuso non sconfigge i suoi tabù
Diciamoci la verità: la buona sorte si è schierata dalla parte dell’Italia. Il sorteggio morbido per gli spareggi, un’urna altrettanto benevola qualora dovessimo andare davvero ai Mondiali. Insomma, non si può certo dire che il vento non sia a favore. Il resto però dobbiamo farlo noi, e lì la situazione si complica un po’.

Prima l’Irlanda del Nord, numero 71 del ranking FIFA, una squadra che probabilmente non avrebbe fatto gol neppure con le mani. Poi il colpaccio della Bosnia col Galles e l’opportunità di giocarci il mondiale con la numero 66 del ranking. Dimarco e compagni sono stati visti esultare e in realtà, nonostante la gaffe e la scaramanzia, ci viene davvero difficile dargli torto.
E allora? Allora poi subentra la strizza di tutte le variabili che rendono il calcio così bello e imprevedibile. Sulla carta non dovrebbero esserci problemi, ma poi basta un intoppo che va tutto a farsi benedire. Del resto anche a Bergamo è stato così: senza la bomba di Tonali dal limite chissà se staremmo parlando della stessa partita.
C’è la cabala, ci sono i presentimenti, i presagi, la semplice scaramanzia. E poi c’è un ct che si sta rivelando un grande motivatore ma che deve combattere anche contro i suoi fantasmi, contro quei tabù che fanno parte della sua carriera, a volte anche in maniera incomprensibile.
La maledizione di Gattuso: si ferma sempre a un passo dal traguardo
Se ripercorriamo la carriera di Rino Gattuso, infatti, troviamo diverse sliding doors che gli si sono chiuse in faccia. Il percorso lo conosciamo bene: Sion, Palermo, OFI Creta, Pisa.
E poi la grande chance al Milan, sfruttata bene all’inizio ma poi sprecata all’ultima curva. Il copione è diventato la sua croce. Arriva, mette tutto a posto, dà grinta e “veleno” alla squadra ma poi arriva al traguardo col fiatone e succede qualcosa di brutto.

Col Milan sfuma la Champions per un solo punto e la finale di Supercoppa persa con la Juve. Col Napoli almeno un trofeo arriva, la Coppa Italia ai danni proprio della Juve, ma poi di nuovo quel tracollo ad un passo dal traguardo. Napoli-Verona, 1-1 all’ultima giornata contro una squadra già salva che mette in campo i ragazzini. Uno shock assoluto.
Finita qui? Macché. Anche a Spalato una situazione analoga, con la squadra terza in classifica a tre punti dallo scudetto. Poi la chance con la Nazionale e un percorso che finora è stato incoraggiante, di grande ripresa.
Anche con l’Irlanda del Nord alla fine si è andati avanti, ma ora è arrivata l’ultima curva ed è qui che Ringhio non deve più sbandare. Stavolta la posta in gioco è davvero troppo alta. Se c’è un momento per sfatare il tabù è proprio questo qui. Del resto è proprio a questo che servono i tabù: ad essere sfatati. Anzi, asfaltati. Forza Ringhio!