Un’esultanza che fa rumore e torna a galla un ricordo di quando Dimarco non era ancora nato. Mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco!
C’è un video trasmesso dalla Rai nel post-partita di Italia-Irlanda Del Nord. Si vedono alcuni azzurri, con Federico Dimarco in prima fila, assistere ai rigori tra Galles e Bosnia ed esultare nel momento in cui vincono i bosniaci.
Un video rubacchiato a ragazzi ignari di tutto, un video che probabilmente non andava neanche trasmesso, come ci ha tenuto a dire anche Lele Adani mentre la regia mandava le immagini in diretta.
Sì, forse si poteva evitare, anche perché sappiamo bene la risonanza che avrà soprattutto all’estero e quanto contribuirà a caricare i nostri prossimi avversari. Mettetevi nei loro panni: non fareste lo stesso?
Quindi, ci mancherebbe, niente da ridire contro gli azzurri: preferire l’avversario più debole è un atteggiamento naturale e fa parte del gioco, ma le difficoltà emerse contro l’Irlanda del Nord dovrebbero portare a non sottovalutare nessuno, tantomeno un avversario che è anche 5 posizioni più su dei nordirlandesi nel ranking FIFA.
Perciò, guardia alta e pochi scherzi. Mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco, direbbe un altro big del secolo scorso come il Trap, e forse Ringhio Gattuso potrà ricordare agli azzurri un precedente da prendere con le molle.
Siamo nel 1996, Dimarco non era ancora nato e in realtà non era nato quasi nessuno degli attuali calciatori della Nazionale. La Nazionale di Arrigo Sacchi finalista nel 1994 è in un momento di stanca, esprimeva un gioco noioso e la gente era stufa delle fisime tattiche del ct.
Il 6 novembre si va a Sarajevo per un’amichevole contro questa Nazionale nata da poco dalla dissoluzione dell’ex Jugoslavia, in una città ancora devastata dalla guerra. La Bosnia in quel momento è anche più scarsa di questa qui, e basta guardare il gol segnato dall’Italia per rendersene conto. Eppure succede l’imponderabile.
Non c’era nulla in palio, gli avversari erano freschi e spensierati e noi molto sfilacciati. Segna in apertura un giovanissimo ‘Brazzo’ Salihamidzic, che molti ricorderanno nella Juve, poi il pareggio di Enrico Chiesa su svarione difensivo e in chiusura di primo tempo il 2-1 di Bolic, che arriverà fino a fine gara.
Qualche settimana dopo quella partita Arrigo Sacchi si dimetterà. Era arrivata la chiamata di Silvio Berlusconi per riprendere in mano il Milan e non riuscì a resistere, per la gioia di tanti che davvero non ne potevano più di quell’Italia. Quella sconfitta non contribuì al suo addio ma di sicuro fece capire anche a lui che forse era meglio chiudere quell’esperienza e guardare avanti, per il bene di tutti.
Ora è un’altra Bosnia, più matura e sicuramente più determinata a tornare ai Mondiali che – guarda caso! – anche per loro mancano dal 2014, prima e ultima loro apparizione in una kermesse internazionale.
I precedenti ufficiali dicono 3 vittorie Italia e un pareggio e naturalmente il valore delle due Nazionali non dovrebbe lasciare alcun dubbio su chi vincerà. Può pesare solo l’enorme tensione sulle spalle degli azzurri – che abbiamo visto bene anche a Bergamo – e la voglia dei bosniaci di fare l’impresa. A maggior ragione dopo quel video che avrà dato non poco fastidio a Dzeko e compagni.
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