Una sconfitta che non ci voleva soprattutto dopo le ottime prestazioni e i risultati che sono stati ottenuti in queste ultime settimane
Incredibile, ma vero. La Juventus dopo un periodo di grande continuità e con strisce di risultati utili consecutivi si deve fermare in un campo che non è di una big ma di una squadra di ottimo valore come il Cagliari che però non ha le stesse qualità e struttura della squadra bianconera.
Al centro delle polemiche, e non poteva essere altrimenti, c’è Luciano Spalletti che viene visto dai tifosi come il maggiore responsabile di questa sconfitta anche se i giocatori hanno le loro colpe visto che in diverse situazioni gli attaccanti da buona posizione hanno lasciato a desiderare. Ma si sa, il tecnico di Certaldo non è simpatico alla stragrande maggioranza dei bianconeri, quindi appena si può, si mette sul banco degli imputati.
E poco importa che la squadra che sta guidando, non sia la sua, ovvero con giocatori chiesti e formati da lui per il suo gioco, lui ha detto si a Comolli e alla dirigenza, quindi si è messo sullo stesso piano di un gruppo di persone che da tempo ormai non sta facendo il bene della Juventus. E quindi è normale che all’ennesima sconfitta sia lui a pagare e a stare al centro delle critiche.
I tifosi della Juventus non ne possono più di questo sali e scendi da parte della squadra senza che ci sia un minimo di continuità e di ottimismo appena si riescono a infilare almeno tre o quattro partite consecutive. E invece appena la speranza inizia a infondersi nel popolo bianconero, ecco che arriva la mazzata che nessuno non vorrebbe mai vedere.
E la Juventus è quella che delude di più tra le big, ma non solo adesso già d qualche anno e la gente che segue la squadra bianconera non ne può più di vedere questo persistente andare avanti e poi subito indietro. E a spiegarlo per bene è Vessicchio che a Controcalcio si scatena contro Luciano Spalletti: “E’ un perdente di successo e tutti gli danno credito non si capisce bene il motivo“.
Per l’opinionista non ci sono dubbi: “Dove è stato è stato, ha fatto sempre male, alla Roma, all’Inter, in nazionale solo al Napoli gli è riuscita una cosa buona ma per il resto è un perdente e un fallito…“. Parole forti, parole dure. Durissime.
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