Petar Sucic fa parlare di sé dopo la grande partita giocata contro il Torino: spunta il retroscena su Simone Inzaghi
L’Inter ha demolito il Torino con il risultato di 5-0 a San Siro nella prima giornata di Serie A e c’è un calciatore che si è fatto notare, all’esordio nel suo nuovo stadio per tecnica, qualità e capacità di interdizione. Stiamo parlando di Petar Sucic, un volante vecchia maniera di nazionalità croata, che sembra poter essere uno dei colpi migliori dell’estate italiana.
Cristian Chivu ha spostato Nicolò Barella – in assenza di Hakan Calhanoglu – nel ruolo di regista puro, pur di mettere l’ex Dinamo Zagabria nelle condizioni di esprimere al meglio le sue caratteristiche da mezzala. Il risultato è stato una prestazione sublime, in cui i granata hanno fatto grande fatica a chiudere le scorribande del croato.
Ora viene da chiedersi quale sarà il suo ruolo nell’Inter, ma la sensazione è che se manterrà così alto il suo livello di gioco ci sarà da divertirsi. Sucic è arrivato a Milano come erede designato di Mkhitaryan, e probabilmente sarà quella la sua collocazione nella formazione titolare. Allo stesso tempo, può giocare anche insieme all’armeno e anche in un centrocampo a due.
In realtà, la presenza di Sucic nel centrocampo dell’Inter non è una novità assoluta, visto che le prime presenze le ha messe in fila al Mondiale per club. A distanza di alcune settimane, il croato sembra perfettamente integrato nel gioco, molto più che in America e sembra poter alzare ulteriormente la qualità della squadra a centrocampo.
Si tratta di un grande colpo se si pensa che è stato pagato attorno ai 15 milioni di euro, ma a chi bisogna darne i meriti. C’è chi sostiene che Simone Inzaghi abbia avuto un ruolo decisivo per indicare il suo arrivo a Milano, in programma da mesi, ma le cose stanno in maniera diversa.
Secondo quanto risulta a Damiano Er Faina, infatti, “È stato Ausilio a cercare per primo il centrocampista croato, col placet di Simone Inzaghi”, come ha scritto sul suo profilo X. Questo fa capire la bontà del lavoro del direttore sportivo, ma anche come perderlo – dopo aver detto addio al tecnico di Piacenza – sarebbe una grave perdita.
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