Il patron laziale è già in difficoltà per la situazione legata al mercato bloccato, ma ci sono squadre che potrebbero soffiargli il giocatore
Il terrore che possano soffiare da sotto il naso un giocatore e non poter dire nulla. Ma solo sperare che il diretto interessato possa rifiutare e accettare di restare lì dove è. Difficile che accada, non impossibile, ma una volta avute rassicurazioni di pagare e offrire un contratto superiore, è complicato dire di no.
La posizione della Lazio è chiara, con il mercato bloccato è difficile sostituire chi viene venduto, ad eccezione di un giocatore sul quale si può dire di no, ma fin a 50 milioni di euro, dopodiché subentra il parere del diretto interessato, ovvero di Nicolò Rovella.
Non è mai successa una cosa del genere anche perché se dovesse arrivare una società pronta a mettere 50 milioni sul piatto, vuol dire anche che sarebbe pronta a riconoscere quanto meno il doppio di quello che prende alla Lazio attualmente. Anzi, forse qualcosa più del doppio.
Chi sta vicino a Rovella nega e smentisce, ma una decina di giorni fa, il suo agente Beppe Riso sarebbe stato avvicinato da Beppe Marotta che tra una battuta e una riflessione vera, ha buttato lì una mezza frase: ma se copriamo i soldi della clausola non è che il tuo assistito ci dice di no? Una risposta a mezza bocca è arrivata, ma la verità è che nemmeno il suo agente ha la certezza che davanti a una cosa del genere il ragazzo sappia esattamente e davvero cosa fare.
La Lazio ha sempre detto no, soprattutto ad una proposta (che tra l’altro non poteva accettare) di soldi più Aslani, ma adesso anche a Formello hanno il timore che i nerazzurri possono lavorare a coprire la clausola e la paura, al di là dei tanti soldi, è tanta. Non basterebbe per sbloccare il mercato e perché andrebbe via un big che non verrebbe rimpiazzato se non da chi c’è adesso più Cataldi.
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