La partita tra Lazio e Milan non smette di creare polemiche e discussioni intorno alla figura dell’arbitro Di Bello: la denuncia della moglie.
Il direttore di gara è finito al centro di grosse polemiche che hanno riguardato l’arbitraggio e la partita dell’Olimpico che non smette di creare anche grosse preoccupazioni. Le tre espulsioni arrivate per la Lazio hanno provocato rabbia e caos per tutto l’ambiente biancoceleste con le clamorose accuse arrivate da parte del presidente Claudio Lotito che ha annunciato di volersi rivolgere alla FIGC e alla Lega per protesta.
Lazio-Milan ha creato clamorose polemiche in tutto il mondo del calcio ma il periodo più buio è arrivato per l’arbitro Di Bello che sta vivendo giorni molto difficili.
Lazio-Milan: Di Bello rischia una lunga squalifica
L’arbitraggio di Marco Di Bello per Lazio-Milan è finito al centro di grosse polemiche che rischiano di portare a risvolti clamorosi nel futuro del direttore di gara e di tutto il calcio Italia. Le polemiche hanno riguardato tutta la Serie A e tutto il mondo arbitrale che è finito nel mirino di fortissime critiche.
Le critiche all’arbitro Di Bello dopo la partita Lazio-Milan si sono trasformate in situazioni anche molto spiacevoli per lo stesso arbitro e anche per la sua famiglia.
Intanto l’AIA è chiamata a prendere una decisione importante su Di Bello: rischia una lunghissima squalifica.
Minacce a Di Bello: la denuncia della moglie
La partita tra Lazio e Milan ha creato non pochi problemi all’arbitro Di Bello sia dal punto di vista professionale che umano. Il direttore di gara della sezione di Brindisi è finito nel mirino delle critiche e la situazione è anche peggiorata giorno dopo giorno, arrivando addirittura alle minacce personali per lui e per tutta la sua famiglia.
La moglie di Di Bello sui social si è sfogata pesantemente contro le atrocità che sta vivendo la sua famiglia dal momento del fischio finale di Lazio-Milan ad oggi.
“Non è facile scrivere rimanendo lucida ed educata, non è facile restare equilibrata e serena. Non è per niente facile, ma devo esserlo per non farmi travolgere e inghiottire da questa tempesta di odio“, ha scritto la moglie di Di Bello sui social denunciando quanto di negativo sta succedendo. “Non voglio parlare di arbitraggio, non mi interessa parlare di calcio e calciatori, non posso però parlare di sport perché sport non è più: nello sport non c’è spazio per odio e violenza. Invece sono due giorni, e chissà quanti altri ne seguiranno, che su un UOMO si stanno riversando le più indicibili cattiverie e ostilità“.
“Accanimento senza precedenti”, la denuncia della moglie di Di Bello
“È un accanimento mediatico e sociale senza precedenti“, ha scritto la signora Di Bello parlando di ciò che sta accadendo. “Viviamo in un’epoca storica dove si condannano e si prendono le distanze da violenza e abusi, ma siamo però capaci di odiare, denigrare, offendere, maltrattare e oltraggiare il prossimo“.
“Non sono qui per difendere Marco, in quanto capace di poterlo fare da sé. Sono qui per mettermi accanto a lui, per poterlo alleggerire del carico emotivo subito. Sono qui per ricordare che dietro una divisa, fuori dal campo, lontano dalle telecamere, c’è un uomo. Ci sono sacrifici, impegno, dedizione, rinunce, sogni, successi e sconfitte. C’è Marco Di Bello, ci sono la sua forza, la sua dignità e tanto altro ancora che niente e nessuno riuscirà mai a cancellare. ‘Nel mezzo di una difficoltà c’è un’opportunità’ (Albert Einstein) Con Amore! Carla”.