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Rivelazione choc: “Ha rifiutato la Nazionale, ora è senza squadra”

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Federico Di Placido

Poteva diventare l’allenatore della Nazionale invece ha preferito dire di no per una promessa: il retroscena è emerso solo ora.

Dopo l’era di Roberto Mancini, che ha portato alla vittoria del Campionato Europeo nel 2021, l’ultimo risaliva al lontano 1966, ora il nuovo commissario tecnico della Nazionale è Luciano Spalletti. Allenatore che l’anno scorso ha aiutato il Napoli a vincere il suo terzo scudetto e che ora punta a far bene durante i prossimi Europei. Non molto tempo fa, però, la Federazione puntò su un altro nome che con grande sorpresa decise di dire no.

Non capita tutti i giorni di essere contattato dalla propria Nazionale e, se possibile, capita ancor meno di fare i conti con il rifiuto da parte dell’allenatore. Invece è successo anche questo e a raccontare l’inaspettato retroscena è stato il suo braccio destro. Entrambi attualmente sono in attesa di una chiamata da parte di qualche club ma la sensazione è che non rimpiangano le scelte fatta.

In un periodo dove la parola di un uomo sembra contare sempre meno, il tecnico e il suo staff hanno deciso di andare controcorrente. Il suo nome era forte in FIGC nel 2018, l’anno più buio per l’Italia che mancò l’accesso ai Mondiali in Russia per colpa dello spareggio perso con la Svezia, ma alla fine la Federazione fu costretta a fare altre scelte.

Ha detto no alla Nazionale, inaspettato retroscena per il tecnico: ecco perché l’ha fatto

All’epoca la panchina della Nazionale rimase scoperta per un periodo dopo l’esonero di Gian Piero Ventura, la sua esperienza è durata dal 2016 fino al 2018, anno in cui fu Luigi Di Biagio a precedere il futuro commissario tecnico campione d’Europa. Il tecnico all’epoca dell’Under 21 fu una soluzione di comodo per la FIGC che ricevette un secco no da parte di Roberto Donadoni.

Sarebbe stato un ritorno in veste di CT per lui che ha già avuto il piacere di sedere sulla panchina azzurra. Era il 2010 e andrò via nel 2014 per lasciare spazio ad Antonio Conte. Qualche anno più tardi, in preda allo sconforto, la Federazione pensò di richiamarlo ma Donadoni declinò la proposta. Il motivo? Era già sotto contratto con un altro club e preferì mantenere la parola data.

All’epoca Donadoni e il suo staff era impegnati sulla panchina del Bologna, i rossoblù non erano certo competitivi come oggi, ma questo importò poco al tecnico che volle mettere le sue promesse davanti a tutto. Stupore da parte di Renato Olive, suo allenatore in seconda da anni, che con orgoglio e forse un pizzico di rammarico ha raccontato questa storia in diretta su TVPlay. Chissà come sarebbero andate le cose se Donadoni avesse accettato.

Federico Di Placido

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