Il mondo del calcio italiano e della Serie A in particolar modo fa i conti con una notizia che lascia tutti senza parole. Dagli appassionati agli addetti ai lavori. Addio alla storia del nostro movimento calcistico, una delle grandi bandiere che hanno fatto innamorare di questa disciplina tantissime persone.
Alcuni calciatori che sono passati nel mondo del calcio hanno lasciato un segno enorme. Al punto che, anche con il passare degli anni, sono dei nomi che tutti conoscono. Anche grazie alla tecnologia, è facile recuperare vecchi filmati per ammirare le giocate di calciatori che hanno cambiato, in maniera inevitabile, questa disciplina sportiva. In tal senso, il calcio italiano e la Serie A in particolar modo devono fare i conti con una tremenda notizia. E’ morta, infatti, una delle grandissime bandiere di questo movimento che ha scritto delle pagine indelebili di questo sport per i tifosi, gli appassionati ed anche per gli addetti ai lavori.
Questa mattina è arrivato, come un fulmine a ciel sereno, un annuncio che ha lasciato tutto il mondo calcistico di stucco, come si suol dire. Si è spento, infatti, un calciatore che ha fatto cose straordinarie per il movimento del calcio nostrano.
All’età di 89 anni, come annunciato dalla Fiorentina attraverso vari canali social e da diversi organi di informazione, si è spento Kurt Hamrin, bandiera viola che in Toscana ha fatto cose straordinarie tra gli anni ’50 e gli anni ’60. E’ il più prolifico cannoniere della storia del club gigliato.
Nato a Stoccolma nel 1934, per 10 anni in Serie A ha indossato la maglia della Fiorentina. Con dei numeri, per il calcio dell’epoca, a dir poco impressionanti. In maglia viola Kurt Hamrin ha infatti messo a segno 208 gol in 362 partite. Ha giocato, inoltre, con la maglia della Juventus, del Padova, del Milan e del Napoli, a fine carriera. Ala destra di ruolo, aveva una straordinaria vena realizzativa. Nonostante ciò, in Serie A forse l’unica cosa che gli è mancata è stata la conquista della classifica cannonieri. Cosa che, invece, gli è riuscita in patria, in Svezia. L'”Uccellino“, come era soprannominato, lascia un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi per un grande lutto.
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